MITO ALIMENTARE 2 – I GRASSI FANNO MALE

MITO ALIMENTARE 2 – I GRASSI FANNO MALE

I grassi fanno ingrassare! Questa è la deduzione logica alla quale potresti arrivare ed alla quale ci hanno voluto fare credere per anni.

Negli anni 70-80 si è popolarizzata la dieta a basso consumo di grassi e sono nati la maggior parte dei cibi a basso contenuto lipidico.

Tutto è nato dall’errata interpretazione di una ricerca che proponeva i grassi saturi come unica causa del colesterolo e correlava il colesterolo a problemi metabolici e cardiovascolari, è stato poi svelato che il vero problema sono i grassi raffinati e idrogenati.

I grassi saturi sono principalmente di origine animale, presenti in carni, uova e latticini. Gli altri grassi, quelli insaturi, si dividono a loro volta in monoinsaturi come olio d’oliva, avocado, frutta a guscio e polinsaturi principalmente contenuti nel pesce e alcuni vegetali come noci, semi di lino, soia e semi di girasole.

La realtà è che l’uomo ha consumato grassi saturi fin dalla notte dei tempi ed è anche grazie a questo se il nostro corpo si è evoluto nella macchina perfetta che è oggi.

I grassi sono essenziali per moltissime funzioni; supporto metabolico, la trasmissione di messaggi tra le cellule, il rinforzo del sistema immunitario, la produzione di ormoni e l’assorbimento di molti nutrienti, come le vitamine A e D; pensa che il tuo cervello è principalmente composto da grasso.

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Inoltre, i grassi sani sono correlati con i seguenti benefici:

  • Protezione del sistema cardiovascolare
  • Miglioramento della composizione corporea
  • Alleviano i sintomi da depressione
  • Prevenzione dei tumori
  • Aiutano a preservare la memoria
  • Mantenimento della salute degli occhi

Tutti gli alimenti contenenti grassi apportano una certa quantità di acidi grassi Omega 6 e Omega 3, entrambi grassi polinsaturi, ma il primo con azione pro infiammatoria, il secondo anti infiammatoria. Entrambi sono indispensabili al nostro organismo, se consumati nel giusto rapporto. Si calcola che nell’uomo antico il rapporto tra omega 3 e omega 6 fosse di 1 a 1, quindi sano e equilibrato. Nell’uomo moderno questo rapporto si è elevato a medie di 16 a 1 o anche 20 a 1, altamente infiammatorio e ossidativo.

Il vero problema è sorto con l’avvento dell’industrializzazione e la comparsa dei grassi raffinati e idrogenati, presenti nella maggior parte dei prodotti confezionati come patatine, cracker, merendine e altri snack. Inoltre l’allevamento intensivo usa pratiche che portano all’aumento degli omega 6 (pro infiammatori) presenti nell’animale e mentre una volta si usava mangiare anche le interiora dell’animale, molto più ricche di omega 3 e altre sostanze benefiche, oggi si prediligono i tagli più magri ma anche meno ricchi di nutrienti importanti.

Spesso quando si parla di grassi sani si pensa solo a quelli insaturi, ma non è così; i grassi saturi, se provenienti da fonti attendibili, fanno anche parte di questa categoria. Gli unici grassi veramente nocivi sono quelli raffinati e idrogenati.

È importante però chiarire che i grassi apportano più del doppio delle calorie di proteine e carboidrati, quindi se il tuo obbiettivo è perdere o mantenere il peso è consigliabile non eccedere. Un buon punto di partenza, dal punto di vista dei grassi, è consumare ad ogni pasto principale, due palmi di proteine (contenenti grassi saturi, se di origine animale) e due pollici di grassi insaturi per gli uomini e uno per le donne. Da qui poi puoi aumentare o ridurre a seconda dalle tue necessità caloriche/energetiche e della tua tolleranza al consumo di grassi, il che è in gran parte determinato dalla tua genetica.

La soluzione sembra quindi semplice, prediligere un’alimentazione composta da prodotti naturali e integrali, i più vicini possibile a come natura li ha fatti. È grazie a questo tipo di alimentazione, che ci ha supportati per migliaia di anni, se siamo arrivati dove siamo, ed è proprio questo il tipo di alimentazione che ha aiutato me e i miei clienti a raggiungere risultati di benessere, fitness e salute.